GUCCI “ARIA” HACKED BY BALENCIAGA

IT:

Alessandro Michele e Gucci in occasione della presentazione del digital show per festeggiare i 100 anni della maison, hanno presentato la collezione “Aria” una inedita collaborazione tra le maison del gruppo Kering ed il marchio fiorentino.

Il designer Michele sceglie di presentare uno short movie diretto da Floria Sigismondi, autrice di numerosi video musicali di artisti pop; la location è l’hotel Savoy di Londra, lo stesso in cui Guccio Gucci lavora come ascensorista a inizio Novecento. Il soundtrack è un’iconoclastia rap che accompagna ogni look, la colonna sonora hip-hop di Lil Pump “Gucci Gang, Rick Ross e Future” “Green Gucci Suit“, “Bhad Bhabie” “Gucci Flip Flops” feat. Lil Yachty hanno dato un boost al Gucci party di paillettes e piume e lustrini.

«Siamo dunque pronti a festeggiare, indossando i nostri abiti più scintillanti. Fervono i preparativi. L’attesa è trepidante perché dopo un secolo attraversiamo nuovamente la porta dell’hotel Savoy. Entriamo in un club, luci al neon e macchine fotografiche, salvo scoprire che la festa che ci spetta non si consuma nella hall di un albergo londinese degli anni venti. Piuttosto si offre come un’immersione profonda ed estatica in tutto quello che oggi ci manca in maniera struggente:una festa d’aria», scrive Alessandro Michele.

La collezione Aria è anche un’operazione di “hackeraggio”, come descritta dallo stesso Alessandro Michele, che ha ripreso certi codici propri del periodo Tom Ford da Gucci. La collezione è super glam, ricca di lustrini e trasparenze, che richiamano le vecchie creazioni del designer americano.

E come l’hacking Ford c’è anche quello di Demna Gvasalia di Balenciaga. “Ho saccheggiato il rigore anticonformista di Demna Gvasalia”, afferma Alessandro Michele, il risultato del mesh-up sono la giacca a vento aperta sul top di cristalli, l’abito midi con spalline anni ’80 tempestato di paillettes, i leggings stampa allover con logo, la cappa, la giacca con la struttura inventata da Cristobal Balenciaga; il tutto ripensato in modalità Gucci, ma anche il contrario, la celebre stampa floreale del brand si declina sul modello di borsa di Balenciaga Hourglass.

“Gucci diventa per me un laboratorio di hackeraggio, incursioni e metamorfosi. Una fabbrica alchemica di contaminazioni dove tutto è in contatto con tutto. Un luogo di furti e reazioni esplosive: un generatore permanente di luccicanze e desideri imprevisti. In questa ricorrenza, voglio dunque onorare il mio legame filiale tradendo l’eredità che mi è stata consegnata. Perché è solo nella capacità evolvente che si rinnova la promessa di una nascita interminabile. Nell’attraversare questa soglia ho saccheggiato il rigore anticonformista di Demna Gvasalia e la tensione seduttiva di Tom Ford; ho sostato sulle implicazioni antropologiche di ciò che brilla, lavorando sulla capacità risplendente dei tessuti; ho celebrato il mondo equestre di Gucci trasfigurandolo in una cosmogonia fetish; ho sublimato la silhouette di Marilyn Monroe e il glamour della vecchia Hollywood; ho manomesso il fascino discreto della borghesia e i codici della sartoria maschile”.

La collezione si chiama Aria, come il respiro che ci manca, in questo momento storico così difficile a causa del Covid -19, dobbiamo abbandonare la paura per lasciare spazio all’aria nuova e fresca, ad una aria che è capace di evolvere, di lasciarsi suggestionare, attuare metamorfosi e commistioni, ma che si riconnette sempre alle proprie radici.


“Celebro l’aria come principio sacro di compenetrazione, mescolanza e connessione: principio di esistenza infuso dal sortilegio chimico delle foglie. Al loro essere fragili e vulnerabili. Alla loro capacità di rinnovarsi e tornare a vivere dopo l’inverno”.

Gucci cambia pelle dopo 100 anni ma resta e sempre sarà la storia della moda italiana.

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EN:

Alessandro Michele and Gucci, on the occasion the digital show presentation to celebrate the 100th anniversary of the maison, presented the “Aria” collection, an inedited collaboration between the maison of the Kering group and the Florentine brand.

Michele chooses to present a short movie directed by Floria Sigismondi, author of numerous pop music videos; the location is the Savoy hotel in London, the same hotel where Guccio Gucci worked as an elevator operator in the early twentieth century. The soundtrack is a rap iconoclasm that accompanies every look, the hip-hop soundtrack of Lil Pump “Gucci Gang, Rick Ross and Future”Green Gucci Suit“, “Bhad Bhabie” “Gucci Flip Flops” feat. Lil Yachty gave the Gucci party a boost of sequins and feathers.

“We are therefore ready to celebrate, wearing our most sparkling dresses. Preparations are in full swing. The wait is anxious because after a century we cross the door of the Savoy hotel again. We enter a club, neon lights and cameras, only to discover that the party we are entitled to does not take place in the lobby of a London hotel from the 1920s. Rather, it offers itself as a deep and ecstatic immersion in all that we are sorely lacking today: an air party, writes Alessandro Michele.

The Aria collection is also a “hacking” operation, as described by Alessandro Michele himself, who took certain codes of the Tom Ford Gucci period. The collection is super glam, full of sequins and transparencies, which recall the old creations of the American designer.

And like Ford hacking, there is also that of Balenciaga‘s Demna Gvasalia. “I plundered the unconventional rigor of Demna Gvasalia”, says Alessandro Michele, the result of the mesh-up are the windbreaker open on the crystal top, the 80s midi dress with sequins studded with shoulder pads, the allover print leggings with logo, hood, jacket with the structure invented by Cristobal Balenciaga; all rethought in Gucci mode, but also the opposite, the famous floral print of the brand is declined on the Balenciaga Hourglass bag model.

“Gucci becomes for me a hacking, raiding and metamorphosis laboratory. An alchemical factory of contamination where everything is in contact with everything. A place of theft and explosive reactions: a permanent generator of glitters and unexpected desires. On this anniversary, I therefore want to honor my filial bond by betraying the inheritance that was handed over to me. Because it is only in the evolving capacity that the promise of an interminable birth is renewed. In crossing this threshold I plundered the unconventional rigor of Demna Gvasalia and the seductive tension of Tom Ford; I paused on the anthropological implications of what shines, working on the resplendent capacity of fabrics; I celebrated the equestrian world of Gucci by transforming it into a fetish cosmogony; I sublimated the silhouette of Marilyn Monroe and the glamor of old Hollywood; I tampered with the discreet charm of the bourgeoisie and the codes of men’s tailoring”.

The collection is called Aria, like the breath we lack, in this difficult historical moment due to Covid-19, we must abandon fear to make room for new and fresh air, for an air that is capable of evolving, of letting oneself be influenced, implementing metamorphosis and mixing, but always reconnecting to one’s roots.

“I celebrate air as a sacred principle of interpenetration, mixing and connection: a principle of existence infused by the chemical spell of the leaves. To their being fragile and vulnerable. Their ability to renew themselves and return to live after winter “.

Gucci changes skin after 100 years but remains and always will be the history of Italian fashion.

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