BALENCIAGA “CLONES” COLLECTION

IT:

Qualche volta ritornano, anche i cloni. Così il direttore creativo di Balenciaga, Demna Gvasalia, ha presentato la collezione Spring 2022, replicando in digitale l’artista Eliza Douglas sovrimponendo il suo volto su 43 modelli cloni. Nel video sotto la direzione di Quentin Deronzier su un catwalk minimalista e essenziale, con la colonna sonora ricreata da una voce ai che recita con intonazione metallica il testo della canzone La vie en rose, tornano linee hackerate; una sfilata di cloni, per riaprire il dibattito sul tema dell’unicità e della contraffazione del mondo della moda.

Ma ritorna anche il mix Balenciaga-Gucci, il tema della omologazione e della originalità, infatti il creativo Demna Gvasalia ha messo in scena ‘The Hacker Project‘, ripetendo l’hacking fra i due colossi del gruppo Kering, Balenciaga e Gucci; in altre parole, Gucci aveva portato in scena Balenciaga con lo show Aria ed ora Balenciaga ha preso in prestito la creatività di Michele ed i codici della maison centenaria di Gucci con la collezione Spring 22.

Anche in questa collezione torna il mix dei codici estetici dei due marchi, stavolta però il punto focale è l’autenticità, la contraffazione, l’appropriazione dell’identità all’interno del sistema moda. Il risultato dell’hacking si evidenzia soprattutto sugli accessori: borse, foulard e cappelli che sostituiscono al logo di Gucci con quello di Balenciaga.

A sottolineare il concetto dell’hacking la borsa limited edition in vendita a partire da novembre, con la scritta ‘This is not a Gucci bag‘ impressa come un graffito.

In passerella anche shopper bag con esplicito richiamo alle sporte di Tesco noto Supermarket.

Lo stilista georgiano usa lo spazio di attenzione mediatica per presentare la sua idea di moda, per mettersi in mostra, lo fa anche per il resto della collezione SS22, costruzione e decostruzione, volumi e shape, l’omaggio alla drag queen Divine nell’iconico film Fenicotteri Rosa di John Waters.

Gli abiti da sera diventano pant-suit decorati da corsetti, il tailleur pantalone in versione tuta per la sera, i dress con le spalle strutturate, drappeggiati e plissettati. I cargo pants si trasformano in pantaloni da rave party, in stile cyber goth, ritornano le iconiche stampe floreali ma anche nuove grafiche irriverenti. Impresso su molti capi il tag “Bébé“, ossia bambino, che riproduce il suono con cui i francesi pronunciano le due B del logo di Balenciaga, le scarpe e i boots riproducono la forma delle dita, le clog in gomma di Crocs si trasformano in stivali da pioggia dalle tinte acide e mule con tacco.

Infine, ispirandosi al mondo delle graphic hoodies fasulle, i personaggi dei Simpson appaiono stampati su felpe e T-shirt mentre indossano capi della FW21 di Balenciaga.

Chissà cosa ci riserveranno ancora Balenciaga e Gucci, continuerà la liaison? Non ci resta che attendere.

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EN:

Sometimes, the clones come back too. With this words, the creative director of Balenciaga, Demna Gvasalia, presented the Spring 2022 collection, digitally replicating the artist Eliza Douglas by superimposing her face on 43 clone models. In the video under the direction of Quentin Deronzier on a minimalist and essential catwalk, with the soundtrack recreated by an AI voice that recites the text of the song La vie en rose with metallic intonation, hacked lines return; a parade of clones, to reopen the debate on the theme of uniqueness and counterfeiting in the fashion world.

The Balenciaga-Gucci mix also returns, with the homologation and originality theme, in fact Demna Gvasalia has staged ‘The Hacker Project‘, repeating the hacking between the two giants of the Kering group, Balenciaga and Gucci; in other words, Gucci had brought Balenciaga to the stage with the Aria show and now Balenciaga has borrowed Michele’s creativity and the codes of the centennial Gucci house with the Spring 22 collection.

Also in this collection the mix of the aesthetic codes of the two brands returns, but this time the focal point is authenticity, counterfeiting, the appropriation of identity within the fashion system. The result of the hacking is highlighted above all on the accessories: bags, scarves and hats that replace the Gucci logo with the Balenciaga one.

To underline the concept of hacking, the limited edition bag on sale from November, with the words ‘This is not a Gucci bag‘ imprinted like a graffiti.

On the catwalk there was also a shopper bag with an explicit reference to the bags of the well-known Tesco Supermarket.

The Georgian designer uses the space of media attention to present his idea of fashion, to show off, he does so also for the rest of the SS 22 collection, construction and deconstruction, volumes and shape, the tribute to the Divine drag queen in the John Waters‘ iconic Pink Flamingos movie.

Evening dresses become pant-suits decorated with corsets, suit trousers in a casual version for the evening, dresses with structured, draped and pleated shoulders. The cargo pants are transformed into rave party trousers, in cyber goth style, the iconic floral prints are back but also new irreverent graphics. Imprinted on many garments the tag “Bébé“, which reproduces the sound of the French pronounce the double B’s of the Balenciaga, the shoes and boots reproduce the shape of the toes, the rubber clogs by Crocs are transformed into boots rain shoes in acid colors and mules with heels.

Finally, inspired by the world of fake graphic hoodies, the Simpsons characters appear printed on sweatshirts and T-shirts while wearing Balenciaga’s FW21 garments.

Who knows what Balenciaga and Gucci will still have in mind for us, will the liaison continue? We just have to wait.

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