GANNI: THE SUSTAINABLE FASHION

IT:

Ganni brand fondato nel 2000 dal gallerista scandinavo Frans Truelsen, inizialmente marchio di cashmere si è trasformato negli ultimi anni, ridefinendo il concetto di Scandi-cool. Oggi è un brand molto amato tra addetti ai lavori, trendsetter e fashion people, grazie anche al genio di Ditte Reffstrup, direttrice creativa di Ganni che nel 2009 insieme a suo marito Nicolaj Reffstrup acquistarono il brand cambiandone la direzione e l’estetica delle collezioni.

Il fashion brand in questi anni ha saputo alimentare il desiderio di rinnovamento ed ha costruito il suo successo su un approccio agile al mercato, un format vincente che ha convinto il fondo L Catterton ad investire nella società con una quota del 51%, passo che ha portato alla nomina di un primo CEO, l’italiano Andrea Baldo, ex dirigente di Marni, Maison Margiela e Diesel. Baldo ha preso il posto di Nicolaj Reffstrup, il quale è rimasto in azienda per occuparsi di sostenibilità, parallelamente al suo immaginario estetico.

Il brand ha sviluppato una innovativa strategia di marketing che utilizza i social media, le it girl e lo street style, legandosi alla sua community e ai suoi followers, attraverso eventi, party e lanci speciali.

Inoltre il marchio Ganni è noto per la sua sostenibilità, iniziando dall’utilizzo di tessuti che sono quasi completamente riciclati, infatti la collezione AW21 è composta per il 70% di tessuti di origine biologica, riciclati e certificati.

“Sotto molti aspetti, i progetti e gli obiettivi che abbiamo fissato per Ganni hanno ispirato dei punti di azione per il quadro di riferimento della CFW – Copenhagen Fashion Week – e viceversa”, spiega il co-fondatore di Ganni, Nicolaj Reffstrup, membro del comitato consultivo per la sostenibilità di Copenhagen.

La moda deve essere green e rispettosa dell’ecosistema”, il brand, infatti, ha avviato una collaborazione con Levi’s per la sua piattaforma di noleggio: Ganni Repeat, una collezione di capi in denim riciclato noleggiabili. I prodotti, dotati microchip incorporato nella toppa posteriore, da cui tramite smartphone è possibile avviare il noleggio e ricevere informazioni sulla storia del prodotto ed i commenti dei precedenti possessori. I vestit, consegnati con un packaging riutilizzabile, possono essere tenuti per un massimo di tre settimane consecutive e, una volta restituiti, vengono igienizzati professionalmente e lasciati in magazzino per almeno 72 ore prima di essere consegnati a un nuovo cliente.

Sono in pelle riciclata anche le nuove borse Ganni FW 21 disponibili in vari colori deliberti.it

La moda deve essere responsabile, digitalizzata e democratica, il mantra è “design di alto livello a un prezzo ragionevole”, uno dei motivi per cui le griffe nordiche hanno tanto successo a livello internazionale. «Ai danesi non piace l’idea di “esclusività» ha spiegato Ditte Reffstrup in un’intervista a Vogue. È un fatto culturale: «La nostra è una cultura democratica».

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EN:

Ganni, brand founded in 2000 by the Scandinavian gallerist Frans Truelsen, initially a cashmere brand has been transformed in recent years, redefining the concept of Scandi-cool. Today it’s a very popular brand among insiders, trendsetters and fashion people, thanks to the genius of Ditte Reffstrup, Ganni creative director who in 2009 with her husband Nicolaj Reffstrup purchased the brand changing the direction and aesthetics of the collections.

The fashion brand in recent years has been able to nurture the desire for renewal and has built its success on an agile approach to the market, a winning format that has convinced the fund L Catterton to invest in the company with a share of 51%, step that led to the nomination of the first CEO, the Italian Andrea Baldo, former executive of Marni, Maison Margiela and Diesel. Baldo took the place of Nicolaj Reffstrup, who remained in the company to deal with sustainability, parallel to his aesthetic imagination.

The brand has developed an innovative marketing strategy that uses social media, it girl and street style, linking to its community and its followers, through events, parties and special launches.

In addition, the Ganni brand is known for its sustainability, starting from the use of fabrics that are almost completely recycled, in fact the AW21 collection is composed of 70% of fabrics of biological origin, recycled and certified.

“In many respects, the projects and objectives we set for Ganni have inspired action points for the CFW – Copenhagen Fashion Week – and vice versa,” explains Ganni’sco-founder, Nicolaj Reffstrup, member of the Copenhagen Sustainability Advisory Board.

Fashion must be green and respectful of the ecosystem”, the brand, in fact, has started a collaboration with Levi’s for its rental platform: Ganni Repeat, a collection of recycled denim garments that can be rented. The products, equipped with a microchip embedded in the rear patch, from which via smartphone you can start the rental and receive information on the history of the product and the comments of previous owners. The clothes, delivered with a reusable packaging, can be kept for a maximum of three consecutive weeks and, once returned, are professionally sanitized and left in stock for at least 72 hours before being delivered to a new customer.

Are recycled leather also the new Ganni FW 21 bags available in various colors deliberti.it

Fashion must be responsible, digitized and democratic, the mantra is “high-level design at a reasonable price”, one of the reasons why Nordic brands are so successful internationally. «Danes don’t like the idea of “exclusivity”» explained Ditte Reffstrup in an interview with Vogue. It is a cultural fact: «Ours is a democratic culture».

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